Stazioni ricarica EV: la sorpresa CHAdeMO arriva nelle stazioni USA
La nuova stazione di ricarica EV di Los Angeles sfida il trend dell'abbandono del connettore CHAdeMO, garantendo supporto anche ai vecchi modelli Nissan Leaf.
Il ritorno del CHAdeMO: una scelta controcorrente
Nel panorama attuale dell'elettrificazione, dove lo standard CCS (Combined Charging System) e il NACS di Tesla dominano incontrastati, la notizia dell'apertura della più grande stazione di ricarica non-Tesla a Los Angeles da parte di EVgo porta con sé un elemento di forte rottura: il supporto nativo per il connettore CHAdeMO. Mentre molti operatori stanno progressivamente dismettendo i vecchi standard per fare spazio alle nuove tecnologie ad altissima potenza, questa scelta strategica pone l'accento sulla longevità del parco circolante esistente, in particolare per i proprietari di Nissan Leaf di prima e seconda generazione.
Perché il CHAdeMO è ancora rilevante?
Il connettore CHAdeMO, nato in Giappone, è stato per anni lo standard di riferimento per la ricarica rapida. Tuttavia, con l'avvento dei sistemi CCS, molti produttori hanno iniziato a ridurre il supporto per questo standard. Per gli automobilisti, questo si traduce spesso in difficoltà nel trovare colonnine compatibili durante i lunghi viaggi. L'approccio di EVgo dimostra che l'infrastruttura di ricarica non deve solo guardare al futuro dei nuovi modelli, ma deve garantire la continuità operativa per chi ha investito nell'elettrico anni fa. Per approfondire come ottimizzare i costi di ricarica pubblica e privata, puoi consultare la nostra guida sul costo ricarica auto elettrica.
L'impatto sul mercato italiano
In Italia, la situazione è leggermente diversa rispetto agli Stati Uniti. Sebbene il mercato sia dominato dal connettore CCS Combo 2, il supporto CHAdeMO è ancora presente in molte colonnine fast installate negli scorsi anni. Tuttavia, la tendenza è quella di privilegiare installazioni che offrono potenze superiori ai 150 kW, dove il CHAdeMO è raramente previsto a causa di limitazioni tecniche legate alla gestione dei cavi raffreddati a liquido. Gli utenti che possiedono veicoli con questo standard devono pianificare i propri spostamenti con maggiore attenzione, utilizzando strumenti dedicati come la mappa colonnine di ricarica.
La strategia dei grandi network
La scelta di EVgo di includere stalli dedicati al CHAdeMO non è solo un atto di cortesia verso i clienti, ma una precisa strategia di mercato. Mantenendo la compatibilità con le auto più vecchie, il network si assicura una base di utenti fidelizzati che, altrimenti, sarebbero costretti a limitare l'uso dei propri veicoli ai soli tragitti urbani. In Italia, la transizione verso le colonnine HPC (High Power Charging) sta portando a una graduale sostituzione di queste vecchie unità, rendendo la pianificazione del viaggio un elemento fondamentale per chi non dispone di una moderna ricarica in corrente continua.
Conclusioni: inclusività nell'infrastruttura
La sfida del futuro non riguarda solo la velocità di ricarica, ma l'inclusività tecnologica. Mentre guardiamo con interesse alle nuove batterie a stato solido o ai sistemi di ricarica ultra-fast da 400 kW, non dobbiamo dimenticare che la transizione ecologica passa anche per la capacità di mantenere in strada, in modo efficiente, i veicoli già circolanti. La mossa di Los Angeles è un monito per gli operatori europei: l'infrastruttura deve essere capace di evolvere senza lasciare indietro nessuno.
Domande frequenti
Cos'è il connettore CHAdeMO?
È uno standard di ricarica rapida in corrente continua (DC) originariamente sviluppato in Giappone, utilizzato principalmente da veicoli come la Nissan Leaf.
Posso ricaricare una vecchia auto elettrica nelle nuove colonnine?
Dipende dalla presenza del connettore specifico. Molte nuove stazioni ultra-fast offrono solo CCS Combo 2, rendendo necessario un adattatore o la ricerca di colonnine compatibili.
Il CHAdeMO sparirà definitivamente?
Sebbene stia perdendo quote di mercato a favore del CCS e del NACS, il supporto continuerà a esistere per molti anni ancora per garantire l'assistenza al parco auto esistente.